Settimo Cielo: le associazioni si presentano

L’associazione Settimo Cielo è nata i primi anni Duemila dalla passione per la scoperta dell’essere umano e delle sue facoltà, con l’obiettivo si stimolarle per farle germogliare. Propone sia un importante Corso triennale di formazione per operatori in “pranopratica biopranoterapia”, che svariate attività di sensibilizzazione al mondo delle energie, in profonda connessione con il territorio locale. Ci è bastato porre loro poche domande per comprendere lo spirito di questa affascinante realtà, operativa a Vittorio Veneto.

Settimo Cielo Vittorio Veneto

Quali sono le linee guida della vostra associazione?

La “mission” dell’associazione Settimo Cielo è innanzitutto la crescita della persona umana nella consapevolezza di sé. Aiutare noi stessi e le persone, sempre al centro della nostra attenzione, a ritrovare una dimensione più ampia di se stessi, dove la straordinarietà di ciò che siamo si sposa con la quotidianità.

Ritrovare una serenità di vita nell’amore per sé, esteso a chi ci circonda e a tutto quanto ci ha preceduto, facendo finalmente pace con le nostre fragilità, le nostre mancanze, e quelle degli altri.
Ci proponiamo di imparare insieme a illuminare gli aspetti oscuri con uno sguardo compassionevole, ad accoglierli come parte di un tutto più grande, inesauribile serbatoio di energia se sorretto dall’amore, dentro al quale sviluppare un sentire di benessere tangibile da condividere poi con gli altri. Qui nasce e si raffina il prana di ciascuno, che può diventare e diventa il miracolo di una vita ritrovata.

Come siete partiti?

L’associazione culturale “Settimo Cielo” nasce formalmente il 15/04/2005 con la registrazione dello statuto e dell’atto costitutivo tramite il notaio. Tuttavia l’amore e la passione che ci hanno unito a tutte le persone che ne hanno fatto parte e che ci sono ancora, nascono ben prima di un atto costitutivo.

All’inizio le risorse erano scarse per non dire nulle, nessun riconoscimento, nessun finanziamento, quindi cercavamo sul territorio italiano scuole più vecchie e già strutturate, a cui legare la nostra associazione, proponendo di portare da noi i loro corsi, con la garanzia del nostro supporto logistico e organizzativo. Da subito abbiamo chiesto l’affiancamento, in termini di trasmissione di esperienza tecnica ultra quarantennale della Pranoterapeuta, di origine cimbra e residente a Vittorio Veneto, Rita Azzalini.

Un giorno sempre nella primavera del 2005 abbiamo contattato il Prof. Gabriele Laguzzi, autore del libro “Biopranoterapia”. L’impostazione era quella del neuropsichiatra Luigi Lapi della ALARO di Firenze (acronimo di Archigymnasium Luigi Lapi ad Reparandam Omeostasim), quindi poco esoterica e molto concreta e pratica, c’era la formulazione di un piano di offerta formativa, il codice deontologico, una nomenclatura, cioè un linguaggio per definire il prana, assolutamente condivisibile e comprensibile, insomma ben si sposava con le nostre esigenze di ricerca, sperimentazione e formazione in questo ambito, che avesse caratteristiche di serietà e credibilità. “Il prana risponde alle leggi della natura, è la natura stessa…” scrive Laguzzi e questo ci risuonava davvero.

Nell’ambito dell’associazione ALARO il già presidente prof. Laguzzi aveva strutturato da vent’anni un corso formativo di tre anni.

L’idea fu quella di proporre al prof. Laguzzi una conferenza gratuita come unico relatore, all’interno della quale presentare anche il suo libro. Durante l’incontro si parlò anche di come in Toscana ci fosse un movimento per una legge regionale di riconoscimento e inquadramento formativo per le DBN, discipline naturali per il benessere, di cui anche la pranoterapia, assieme alla riflessologia plantare, lo shiatsu, il craniosacrale ed alcune altre, facevano e fanno tutt’oggi parte.

Settimo Cielo Vittorio VenetoCome si è sviluppata poi la vostra proposta divulgativa e formativa?

Con ALARO abbiamo condiviso un sogno per Vittorio Veneto, che oggi è una bella realtà consolidata e partecipata, che è il Corso triennale di formazione per operatori in “pranopratica biopranoterapia”, ovviamente riservata ai soci di “Settimo Cielo”.

Accanto alla scuola, ogni anno, proponiamo diversi eventi aperti al pubblico, di vario genere e meno impegnativi, per restare collegati con il territorio (per esempio la festa della lavanda), o per rendere accessibile a tutti lo spirito di crescita e di benessere di cui Settimo Cielo si fa portatore.

Durante l’esperienza di questi primi tredici anni, avete maturato un “segreto” per il vostro successo?

Crediamo che il segreto di questi tredici anni, immersi in un periodo storico difficile per tutti, anche per noi – che ci chiedevamo ogni anno se saremmo riusciti ad aprire un nuovo corso, e portare a termine quelli già avviati – sia stato quello di puntare al miglioramento continuo senza paura del cambiamento, avendo grande attenzione per le persone e le modalità comunicative, superando le difficoltà con l’aiuto dei soci e dei corsisti, dei loro suggerimenti, nati anche dai disagi, tuttavia sempre ascoltati e valutati insieme, sull’efficacia e la reale fattibilità, che nel tempo è diventata esperienza. Un caloroso grazie va a tutti loro, i Soci e i Soci Operatori, con tanto amore perché un’associazione trova in loro la sua ragione di esistere e di continuare a lavorare.

Abbiamo piacere di citare i primi fondatori, consegnati a futura memoria storica: Ferrighetto Giacomo, Brino Annalisa, Danilo Mattia, Longo Letizia , Manuela Moretto (segretaria), Mauro Moretto, Patrizia Bigolin (tesoriere), Celso Carlo (vice presidente), Calabrese Elvia (presidente).

L’attuale Consiglio Direttivo è così composto: Carlo Celso (presidente, pranoterapeuta, insegnante); Roberto De Bacco (vicepresidente, direttore del Corso triennale, pranoterapeuta); Jean-Pierre Mainenti (tesoriere, pranoterapeuta); Elvia Calabrese (segretaria, pranoterapeuta, insegnante); Enia Bridda (consigliere, pranoterapeuta); Mirco Dal Farra (consigliere, pranoterapeuta).

Che cosa ci proporrete quest’anno durante il Treviso YogaDay?

Quest’anno, visto il focus dello “YogaDay” proporremo un trattamento dedicato al terzo chakra, ovvero uno “scarico tensio-emozionale” della durata di circa venti minuti, dove la persona trattata percepirà un profondo rilassamento e alleggerimento delle tensioni emozionali. Da provare!

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